Comitato cantonale: com’è andata

Dopo il rinvio della trattanda delle nomine a prima delle eventuali, Evaristo Roncelli ha aperto i lavori del Comitato cantonale dando la parola a Pietro Martinelli per un discorso sulla campagna elettorale per le Elezioni federali.

Martinelli è partito dai risultati del sondaggio più recente, che lasciano la speranza di un raddoppio per il Partito Socialista a scapito della Lega/UDC: un risultato che ha definito “fantastico”. “Invece sarebbe un colpo duro per le classi più deboli”, ha osservato Martinelli, “se nel Consiglio federale ci si trovasse con una maggioranza di Destra composta da due liberali e due democentristi”. Infatti la prossima Legislatura dovrà affrontare dei problemi strutturali e delle grandi sfide per il Paese: le migrazioni, i mutamenti climatici, il traffico, la produzione di energia, i rapporti con l’Europa e con gli Stati Uniti, l’invecchiamento della popolazione, la bassa natalità, le difficoltà economiche e i tagli dello Stato, le assicurazioni sociali, gli scandali industriali e finanziari, la responsabilità sociale delle imprese. A questi problemi bisogna dare una risposta politica. Con una maggioranza di Destra sarà difficile che si possano proporre soluzioni ragionevoli e per questo è più che mai indispensabile il voto al PS, cercando di convincere anche gli indecisi.

Approvati i verbali dei Comitati cantonali precedenti, si è poi passati alla discussione sul preventivo 2016, sul quale ha preso la parola Manuele Bertoli.

Bertoli ha spiegato che il Cantone ha accumulato 2 miliardi di debiti, una cifra modesta sul piano internazionale ma rilevante nel confronto intercantonale, e mezzo miliardo di capitale negativo. Dopo il 2005 le misure fiscali hanno creato un buco, pian piano risanato, ma poi riaperto dalla decisione federale che i Cantoni dovessero pagare metà della sanità pubblica e privata a partire dal 2012, con un impatto di circa 100 milioni all’anno sui conti pubblici. Dunque il problema finanziario esiste e va ammesso anche dalla Sinistra. L’anno scorso è stato approvato il freno al disavanzo. Il preventivo 2016 prevede un disavanzo di circa 88 milioni, quindi inferiore a quello dell’anno scorso. Il Governo ha già annunciato un pacchetto finanziario pluriennale che verrà presentato in aprile. Le misure della manovra saranno di 83 milioni, intervenendo sia sulle entrate sia sui tagli in maniera pressappoco equivalente. Per quanto riguarda i Dipartimenti, un terzo circa delle uscite va attribuito a tutti i Dipartimenti nell’insieme. I due Dipartimenti che lavorano soprattutto sulle uscite sono il DSS e il DECS, quest’ultimo soprattutto con un taglio ai contributi ai Comuni. Per le entrate, gli incassi principali vanno al DT e al DFE. Alcuni provvedimenti sono piuttosto importanti. Gli interventi sul personale sono problematici e dolorosi. La tassa di collegamento è un provvedimento anzitutto di tipo ambientale che poi esplica un effetto finanziario, per cui va sostenuto. Inoltre il contributo scolastico del Cantone ai Comuni è pari a 54 milioni, pari a circa un terzo del totale, ed è dipendente dalla forza finanziaria dei diversi Comuni. La manovra prevede un taglio lineare, comunque all’interno di un sistema perequato. La richiesta di un’entrata compensatoria, accettata dal Governo, aumenta la tassa personale di tutti i contribuenti. La scuola comunque non viene toccata nella sua essenza: l’offerta non cambia. Cambia solo l’ente pubblico che deve pagare la fattura della formazione. Inoltre Bertoli ha presentato la questione degli assegni familiari, per i quali si prevede di prolungare il tempo di attesa per gli stranieri. Le recenti modifiche alla legge sugli stranieri hanno peggiorato anche l’aiuto sociale, con nuove condizioni restrittive che sembrano orientare la giurisprudenza verso una considerazione positiva degli stranieri solo se sono danarosi. Bertoli ha accettato il preventivo in Governo, ma ha ribadito che si è arrivati al limite delle possibilità degli interventi sulle uscite, per cui alcune entrate possono e devono essere corrette. Il ministro ha concluso ricordando che il preventivo per il 2016 non prevede alcun nuovo compito per lo Stato: si può fare per un anno, ma sul lungo termine gli effetti dell’inazione saranno a carico della popolazione.

Pelin Kandemir Bordoli, a nome del Gruppo in Gran Consiglio, ha detto che, se si realizzasse il preventivo e il piano di rientro finanziario contemplati dai partiti di Centro destra, questo Cantone sarebbe ospitale solo per i benestanti. Si è addirittura parlato di usare “l’artiglieria pesante” per tagliare sul servizio pubblico, ma senza mai precisare cosa, quando, dove tagliare. I nodi però vengono al pettine, perché poi alla fine bisogna arrivare a identificare i servizi e le prestazioni da tagliare. E alla resa dei conti le misure possono essere solo dolorose. Del resto la maggioranza in Gran Consiglio è complice della situazione di impoverimento e di precariato, che poi si riflette sui conti dello Stato. La situazione odierna è frutto di scelte sbagliate del passato su cui però PLR, PPD e Lega insistono, fra cui gli sgravi fiscali che hanno favorito le classi privilegiate e le aziende e non hanno permesso di investire sull’ecologia, la formazione, l’innovazione, in fin dei conti il benessere. A ciò si aggiunga il finanziamento delle cliniche private e la riforma delle imprese 2: decisioni prese a Berna proprio dai partiti di Centro destra e che costano al nostro Cantone più di 100 milioni. Per quanto riguarda il preventivo 2016, alcune misure non potranno trovare l’approvazione del Gruppo socialista, come gli interventi sul personale e quelli sulla socialità. Se poi il preventivo dovesse essere ulteriormente peggiorato dal Gran Consiglio, il Gruppo socialista si opporrà con decisione. Perché questo sembra proprio un anticipo di un’operazione in grande stile verso il “meno Stato”.

Carlo Lepori ha ricordato che 30 anni fa il PS aveva proposto l’abolizione del segreto bancario, oggi di fatto eliminato. Una prova della capacità del PS di proiettare la propria visione al futuro, senza ripiegarsi sul presente come fanno gli altri partiti. Dobbiamo quindi essere orgogliosi delle nostre visioni e delle nostre utopie. Ha pure espresso le proprie considerazioni sul preventivo 2016, toccando il ruolo dei dipendenti dello Stato e del rapporto fra il Cantone e i Comuni.

È poi seguita una discussione sulle singole misure del preventivo e del pacchetto di rientro finanziario.

Per quanto riguarda le nuove nomine, Carlo Lepori ha proposto Ivo Durisch per il ruolo di vicepresidente, considerato che ora l’unica vicepresidente è Gina La Mantia. Nomina che è stata approvata all’unanimità.

In assenza di eventuali, Carlo Lepori ha invitato tutti i presenti a partecipare agli eventi organizzati dal partito per la campagna elettorale, in particolare alla mobilitazione telefonica, e a votare e far votare per il Partito Socialista.

Il comunicato stampa

La documentazione (in aggiornamento)