Comitato cantonale: com’è andata

Approvati i verbali del Comitato cantonale del 30 settembre e del Congresso del 24 gennaio, il Comitato cantonale si è aperto con una riflessione sull’esito delle recenti elezioni e delle aggregazioni. Il presidente Evaristo Roncelli ha esortato a considerare in generale il percorso che dovrà seguire il Partito. Roncelli ha proposto cinque sfide citate in un articolo di “The Financial Times”: crescita dei mercati emergenti, potere delle nuove tecnologie, globalizzazione, invecchiamento della popolazione, ritorno in auge della geopolitica.

Sull’aggregazione di Bellinzona ha preso la parola il sindaco Mario Branda, che ha proposto due riflessioni. Anzitutto sulle conseguenze della grande trasformazione del Ticino nel XX secolo, seguita all’inizio degli anni 2000 da un’evoluzione istituzionale che ha ridotto i Comuni a 130. La concentrazione di risorse e di capacità operativa e di potere economico e politico nel Luganese è un fenomeno con il quale bisogna confrontarsi a livello cantonale e regionale. Il processo aggregativo di Bellinzona si è sviluppato in condizioni di partenza differenti, per cui fin dall’inizio è stato necessario verificare che l’aggregazione fosse condivisa dalle autorità politiche. Per cercare un minimo comun denominatore e non calare l’aggregazione dall’alto è stato svolto un impegnativo lavoro in profondità, con decine di incontri con la cittadinanza, coinvolgendo anche i partiti che inizialmente erano più refrattari. L’esito del voto ha premiato questo impegno: 13 Comuni favorevoli e 4 contrari. La grossa sfida ora consiste nell’organizzare i lavori per la nascita del nuovo Comune, prevista nella primavera del 2017. È importante l’adesione politica cantonale, che dovrebbe manifestarsi con un sostegno anche finanziario.

Carlo Lepori, presidente ad interim del PS, ha proposto una valutazione dei risultati elettorali. Dopo aver ringraziato i candidati che si sono messi a disposizione ed essersi congratulato con Marina Carobbio Guscetti per l’elezione, Lepori ha rilevato l’ambivalenza dei risultati. In sostanza, il PS non riesce a recuperare i nuovi votanti derivanti dalla cresciuta affluenza alle urne. Come ampliare i consensi al di fuori dello zoccolo duro della Sinistra? Questa sarà la sfida dei prossimi anni, nel quadro politico peculiare del Ticino, in particolare considerando la situazione dei Verdi, che potrebbero essere un interlocutore per il Partito Socialista. Non solo: bisogna pure confrontarsi con il clima di odio verso la Sinistra nutrito in certi ambienti. I rapidi cambiamenti del mondo, con la globalizzazione e le migrazioni e la precarietà, non possono essere controllati e generano insicurezza. Dall’insicurezza derivano il conservatorismo e l’identitarismo. Queste pulsioni vanno rispettate ma è necessario svelare la falsa coscienza che le ispira. Lepori ha concluso con un appello: chi vuole opporsi alla politica populista e alla politica della Destra economica ha solo il PS come referente, perciò il Partito Socialista deve essere aperto a questi apporti. Infine Lepori ha aggiornato il Comitato cantonale sulla ricerca del nuovo presidente del Partito, per arrivare al termine del 10 dicembre con una presentazione individuale completa di ciascuno di loro.

Marina Carobbio Guscetti ha ringraziato il PS e i presenti per il sostegno che ha consentito di mantenere il seggio al Consiglio nazionale, ma anche tutti i compagni di lista del PS e delle liste congiunte. L’obiettivo del raddoppio era possibile ma difficile. Tuttavia il risultato più significativo è purtroppo il rafforzamento della Destra: un fenomeno che si sta diffondendo a livello europeo. Questo rende ancora più necessaria l’azione del PS per difendere i valori dello Stato di diritto, della democrazia, della partecipazione, del diritto d’asilo, dei diritti dell’uomo, che proprio questa Destra ha dichiarato di voler mettere in discussione. Il Partito Socialista aveva denunciato proprio questo rischio di cambiamento della linea politica. E le prime avvisagli già ci sono, sebbene ancora non si sia insidiato il nuovo Parlamento e il Consiglio federale non sia cambiato: è stata fatta una retromarcia sul segreto bancario, la legge sulla sorveglianza delle casse malati è stata annacquata, il congedo paternità di sole due settimane è stato respinto. Possiamo immaginare che cosa succederà dopo il 30 novembre. Sarà dura far passare l’aumento delle rendite AVS al Consiglio nazionale e potrebbero esserci peggioramenti anche per il secondo pilastro e l’età di pensionamento. Anche l’uscita dal nucleare è in pericolo, mentre le centrali nucleari svizzere hanno sempre più problemi. Il PS ha cercato di sensibilizzare il popolo su questi temi, che però non lo ha ascoltato. Sarà dunque necessario continuare ad agire, anche attraverso le iniziative e i referendum: dobbiamo prepararci a grosse battaglie, difficili ma necessarie.
A livello federale il PSS ha perso 3 seggi, ma ha tenuto nei Cantoni dove si è svolta una mobilitazione della base, per esempio grazie al contatto telefonico. Ciò dimostra l’importanza della relazione diretta con la base. Siamo inoltre di fronte a una polarizzazione città-periferia. Il PS ha tenuto nelle città, mentre è arretrato nelle periferie. Bisogna quindi riflettere sulle politiche di agglomerato, perché proprio gli agglomerati sono confrontati con sfide nuove. L’azione del PS sui problemi degli agglomerati è stata poi ripagata da un riconoscimento nelle urne. Al di là delle peculiarità del Ticino, è necessario operare anche a livello federale.
L’unità delle forze di Sinistra, con un lavoro comune, è la strada da seguire, anche considerato il promettente risultato della GISO e del PS Internazionale. Sui temi comuni bisogna continuare a operare insieme. E pure con le associazioni che si muovono nell’area di Sinistra.
È anche indubbio che il Partito Socialista soffre di problemi nel comunicare i propri temi. Bisogna quindi riflettere su eventuali altre modalità di comunicazione, per ricostruire una cultura progressista.

Gli interventi dei militanti e dei membri del PS hanno poi offerto ulteriori spunti di riflessione.

Nella propria presentazione, Roberto Malacrida ha condiviso in modo molto spontaneo con i presenti i propri pensieri sulla campagna elettorale: il ruolo di Savoia, le spese per la campagna, i rapporti con la Direzione del PS e con Marina Carobbio Guscetti, la difficoltà nel difendere i propri valori e nel contempo capitalizzare in voti, il problema dell’identità, l’importanza della partecipazione al ballottaggio, il desiderio di alcuni compagni di sostenere Abate, la necesità di opporsi fermamente a un successo di Ghiggia. La carica umana di Malacrida ha potuto manifestarsi in tutta la sua ricchezza, coinvolgendo i presenti in più occasioni.

Nella trattanda successiva è stato presentato l’Ordine del giorno provvisorio del Congresso di gennaio, approvato a maggioranza: il Congresso è quindi convocato per il 23 gennaio 2016.

I conti del PS per il 2014 sono poi stati presentati da Marilena Ranzi e approvati dal Comitato cantonale.

Angelo Mordasini, delegato dalla GISO, ha poi presentato il referendum sulla Legge sulle attività informative (LAIn) della Confederazione, approvata da entrambe le Camere federali. Per la nuova legge si abbassano le esigenze richieste ai servizi di sicurezza per indagare sulle persone e schedarle. Gli interventi successivi di Marina Carobbio Guscetti, Carlo Lepori, Tiziana Mona, Werner Carobbio hanno confermato la necessità del referendum contro una legge che rappresenta un passo indietro nelle libertà civili e nella protezione della privacy. Al termine il Comitato cantonale ha approvato all’unanimità il sostegno al referendum.

In conclusione dei lavori, Milena Garobbio ha presentato la posizione del Gruppo in Gran Consiglio sulla pianificazione ospedaliera: un progetto complesso, che tocca molti ambiti. In sostanza, il timore è che la pianificazione proposta, puntando sulla privatizzazione e sull’esternalizzazione dei servizi, metta a rischio la qualità e la capillarità del servizio pubblico accessibile a tutti i cittadini del Cantone, per favorire l’economia privata nell’ambito sanitario e creare una sanità a due velocità.

Infine Marina Carobbio Guscetti ha aggiornato i presenti sull’iniziativa sull’alloggio, che ha già raggiunto 45 mila firme. La speranza è che anche dal Ticino arrivino molte adesioni.

Il comunicato stampa

Il verbale

La documentazione