Comitato cantonale: com’è andata

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Molti e importanti i temi sul tavolo del Comitato cantonale del 23 marzo 2016 a Lugano: il voto del 28 febbraio, le difficili relazioni con l’attuale Europa, le indicazioni di voto per il 5 giugno, il futuro del PSS.

Dopo una riflessione di Evaristo Roncelli sulla barbarie terrorista di cui abbiamo avuto prova in questi giorni e dopo le consuete operazioni di apertura dei lavori, il presidente Igor Righini ha preso la parola per una riflessione ad ampio campo sull’attualità, a partire dal rifiuto popolare dell’iniziativa democentrista di attuazione per arrivare fino agli attentati di Bruxelles, passando per le uscite del presidente del Governo ticinese sulla richiesta di chiusura dei confini. Righini ha chiarito che non si può rispondere al terrorismo con atti di guerra, ma bisogna reagire con la forza dello Stato. Invece i tragici eventi degli ultimi giorni sono stati un pretesto per una propaganda populista che vuole uno Stato militarizzato, chiuso. Una propaganda che non è diversa da quella che durante la Seconda guerra mondiale ha indotto le autorità svizzere a respingere migliaia di ebrei: una decisione che per più di mezzo secolo ha segnato la coscienza del nostro Paese. Per questo il Partito Socialista si batte oggi per sostenere una politica di asilo rispettosa dei diritti umani. Per quanto riguarda la mobilitazione della scuola, il Partito Socialista ha sostenuto i docenti, gli studenti e le persone che vivono la scuola: abbiamo bisogno di una formazione pubblica e di qualità, i cittadini lo hanno dimostrato in piazza. Per le elezioni comunali del 10 aprile, per il Partito Socialista c’è ora una sola cosa da fare: votare e far votare per le liste progressiste.

La Roadmap presentata dal Partito Socialista Svizzero è stata poi oggetto della discussione. Marina Carobbio Guscetti ha esposto la genesi del documento e le sue criticità. In particolare, ha presentato le 10 tesi della Roadmap.

  1. Un’Unione europea frammentata e disunita è un pessimo interlocutore per la Svizzera.
  2. È finita l’epoca dei Bilaterali così come li conosciamo.
  3. In una soluzione condivisa, i provvedimenti dovranno essere qualitativi.
  4. Il Partito Socialista non sosterrà i contingenti.
  5. Il modo più semplice per attuare il voto del 9 febbraio rispettando i Bilaterali consiste nell’introduzione di riforme interne nel mercato del lavoro e degli alloggi.
  6. Anche l’Europa sembra aderire alla formula “parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso posto”.
  7. Se la Svizzera troverà una soluzione euro-compatibile per l’applicazione del voto del 9 febbraio, sarà possibile ratificare anche il Protocollo relativo alla Croazia e quindi prorogare il programma di ricerca Horizon 2020.
  8. Il PS si impegna a favore del mantenimento dell’Accordo di Schengen e sostiene la revisione dell’Accordo di Dublino.
  9. Un accordo quadro istituzionale è imprescindibile ai fini dell’evoluzione degli accordi bilaterali.
  10. Considerate da un lato le difficoltà dell’Unione europea e i suoi aspetti meno convincenti e dall’altro l’ostilità della popolazione svizzera, non è pensabile un’adesione a medio termine della Svizzera all’Unione Europea, perciò bisogna attivarsi per lo sviluppo di un nuovo Spazio economico europeo (SEE 2.0) che integri anche gli Stati che non aderiscono all’Unione e quelli che aderiscono ma non vogliono più subire i ritmi imposti da Bruxelles.

Dopo la presentazione di Marina Carobbio Guscetti, si è poi discusso delle proposte di emendamento che verranno presentate all’Assemblea dei delegati del PSS che si terrà il 16 aprile. In particolare, Martino Rossi ha sottolineato i problemi di alcune tesi nel tentativo di conciliare il segnale arrivato dalla popolazione il 9 febbraio e non compromettere le relazioni con l’Unione europea.
L’intervento di Rossi è stato seguito da un’approfondita discussione e analisi delle tesi e degli emendamenti alla quale hanno partecipato Carlo Lepori, Manuele Bertoli, Giulio Bozzini, Damiana Chiesa, Marco Gianini, Adriano Venuti, Loredana Schlegel, Marina Carobbio Guscetti, Ivo Durisch, Raoul Ghisletta, Evaristo Roncelli, Werner Carobbio. Discussione, anche accesa e vivace, durante la quale sono emersi emendamenti e riflessioni sui rapporti con l’Europa e anche con gli altri paesi che stanno negoziando i trattati di libero commercio, sensibilità su temi di genere e ambientali e anche una richiesta di non entrata in materia per favorire un dibattito più ampio e approfondito. In conclusione, è stata ribadita la necessità di proporre misure interne incisive, efficaci, chiare per rispondere ai problemi concreti delle persone che, a causa della libera circolazione, si trovano più in difficoltà.
Al momento del voto finale, tutti gli emendamenti sono stati accolti, tranne quelli di Martino Rossi, che lui stesso ha ritirato.

Terzo argomento: le indicazioni di voto per il 5 giugno. I temi discussi sono stati l’iniziativa popolare legislativa elaborata “Rafforziamo la scuola Media. Per il futuro dei nostri giovani”, il referendum contro la legge sull’EOC, l’iniziativa popolare generica “Giù le mani dagli Ospedali”. Su tutti e tre la Direzione del PS ha invitato il Comitato cantonale a votare Sì. Il primo tema è stato presentato da Tatiana Lurati Grassi, il secondo e il terzo da Gina La Mantia. In tutti e tre i casi il Comitato cantonale ha accolto la proposta della Direzione.

Infine, il futuro del Partito Socialista Svizzero. Attraverso le proprie slide Carlo Lepori ha presentato il progetto PS futuro, che ha tre obiettivi:

  1. acquisire nuovi iscritti a livello locale, cantonale e nazionale, stabilizzarne il numero e migliorare i diritti di partecipazione,
  2. rafforzare la capacità di campagna e di mobilitazione integrando elementi della campagna di base,
  3. risanare le finanze a medio termine in modo da garantire il finanziamento di campagne per le elezioni e le votazioni e di altri progetti.

La documentazione

Il comunicato stampa