Comitato cantonale: com’è andata

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Il Comitato cantonale che si è svolto presso la Casa del Popolo a Bellinzona nel tardo pomeriggio del 2 settembre 2015 ha visto la partecipazione straordinaria di Christian Levrat, presidente del Partito Socialista Svizzero.

Carlo Lepori ha aperto i lavori presentando l’appello alla base per la proposta di candidature per la presidenza del PS entro l’inizio di dicembre. Le candidature verranno vagliate dalla Direzione per poi essere sottoposte al Congresso del 23 gennaio 2016. Prima di dare la parola a Christian Levrat, Lepori si è poi distanziato sugli estremismi razzisti della Destra, che rischiano di portare a derive antidemocratiche in totale contraddizione con le tradizioni del nostro Paese. “La Svizzera è a un bivio”, ha concluso Lepori. “Solo sostenendo il PS (e le liste congiunte) – ed è un appello a tutta l’area progressista – potremo essere sicuri che la Svizzera si ponga in Europa e nel mondo come Paese sociale e solidale e nel solco delle nostre tradizioni. Perché il PS è il partito delle vere tradizioni svizzere”.

Christian Levrat ha riconosciuto la particolarità della situazione ticinese e ha ricordato un fatto poco noto ai più: il PS è l’unico che ha chiesto apertamente delle misure speciali per il nostro Cantone, il cosiddetto “piano d’azione Ticino”, cosa che nessuno altro partito ha fatto. Ha poi aggiunto che quelle che ci attendono sono elezioni nazionali decisive, le più importanti alle quali si è trovato a partecipare da quando si occupa di politica. Sono infatti in gioco due visioni del mondo antitetiche e incompatibili e perfino i valori fondanti della nostra tradizione.

Migliaia di persone sono a rischio della propria vita e hanno bisogno di protezione, ma una minoranza aggressiva scatena una campagna di odio e di chiusura. Non solo: la Commissione europea dei diritti dell’uomo offre una garanzia di protezione dalle ingiustizie e abbandonarla, come voluto dall’UDC, porrebbe la Svizzera sullo stesso piano della Grecia della dittatura dei colonnelli. Ci sono dunque due visioni antagoniste e incompatibili che si affrontano nel nostro Paese in un’elezione che vede due schieramenti giocarsi la maggioranza per pochi voti. Sul tavolo c’è anche la questione energetica: l’abbandono del nucleare è tutt’altro che garantito e sarebbe cancellato da un cambiamento di maggioranza nel Consiglio federale. Inoltre la riforma dell’AVS, sebbene perfettibile, prevede un aumento delle rendite: un altro dossier nel quale l’azione dei Socialisti è indispensabile. Infine la composizione del Consiglio federale: ora è a maggioranza di Centro destra ma “talvolta”, ha spiegato Levrat, “prende delle decisioni intelligenti”. Una maggioranza di Destra metterebbe in pericolo le conquiste ottenute fin qui. Sono esempi concreti delle sfide della politica che esigono una resistenza energica del Partito Socialista.

Sul caso ticinese, Levrat ha rilevato l’anomalia dell’isolamento di Marina Carobbio Guscetti, unica rappresentante di Sinistra del nostro Cantone: una palese sottorappresentazione dei Ticinesi progressisti. Il PSS è l’unico partito con un programma con misure specifiche, concrete ed efficaci mirate alle esigenze del Ticino. La crisi colpisce duramente nel nostro Cantone e non può essere messo sullo stesso piano delle altre regioni. È chiaro che non si può rinunciare ai Bilaterali e alla libera circolazione, ma bisogna esigere misure mirate per le regioni periferiche come il Ticino, la cui sofferenza economica e sociale è chiara al Partito Socialista Svizzero.

La Svizzera progressista dev’essere rafforzata, in particolare la Svizzera progressista ticinese. Perciò è necessario che il Partito ticinese riesca a ottenere almeno due seggi al Nazionale.

Hanno poi fatto seguito le domande dei presenti, che hanno spaziato dalla difficile, peculiare situazione del lavoro in Ticino, segnata da uno sfruttamento brutale che non trova uguali altrove, al ruolo della stessa Confederazione nel mercato del lavoro, fino ai costi sanitari accollati al Cantone dalle decisioni prese sul piano nazionale.

Levrat ha ribadito che non possono, non devono essere messi in discussione gli Accordi bilaterali, ma la via da seguire è quella delle misure di accompagnamento, che devono essere adattate alle necessità del Ticino. Ha inoltre ribadito l’attenzione particolare del Partito Socialista per le esigenze del nostro Cantone, in tutti i campi, dal lavoro alla sanità. Ha però anche rilevato come il disinteresse degli altri partiti l’azione delle lobby siano difficili da contrastare. A maggior ragione, ulteriori motivi per votare socialista.

In conclusione, Carmelo Díaz del Morál ha presentato la pedalata in bicicletta a tappe per sensibilizzare la popolazione sulla questione del raddoppio del Gottardo.

Il comunicato stampa

La documentazione