Gli interessi collettivi prevalgono su quelli privati

Dalle urne oggi escono alcuni eccellenti risultati che per noi sono di grande soddisfazione, perché dimostrano che gli interessi della popolazione prevalgono sul profitto di pochi privilegiati: in particolare la Legge sull’EOC, la tassa di collegamento, la legge sull’asilo.

L’opposizione alla Legge sull’EOC, che ha visto scendere il campo insieme al Partito Socialista anche l’MPS, la VPOD e l’USS, lancia un segnale molto chiaro in difesa di una sanità di qualità, contro una privatizzazione che avrebbe ridotto e messo a rischio il servizio pubblico. Lo stesso per la tassa di collegamento: anche in questo caso, la popolazione ha compreso come questa misura, che punta a ridurre la congestione del traffico sulle strade, sia preziosa per la salvaguardia dell’ambiente, della salute e della qualità di vita. Infine, la nuova legge sull’asilo è una dimostrazione della sensibilità per la solidarietà della nostra popolazione ed è una chiara sconfitta delle forze politiche che invece vogliono un Paese chiuso su sé stesso.

Sanità pubblica e privatizzazione
Gli ospedali pubblici devono garantire i servizi di base e prestazioni di qualità e devono essere in grado di rispondere alle sfide sanitarie del futuro: l’invecchiamento demografico, la necessità di cure di alta qualità e il rafforzamento della medicina di prossimità. Come auspicavamo, le cittadine e i cittadini hanno respinto il tentativo di privatizzare la sanità pubblica: un ottimo risultato, che segnala una grande sensibilità e attenzione in difesa del servizio pubblico e di una sanità di alta qualità, garantita per tutti, ricchi o poveri, residenti in città o nelle zone discoste. Ma non solo: chiediamo che il Governo e il DSS in particolare riflettano anche su quali mandati dare al privato, che permetterà di far risparmiare soldi all’ente pubblico. Questo No comporta anche la necessità di ridiscutere il futuro degli ospedali di valle: un servizio che la popolazione vuole continuare a veder garantito. Per questo ringraziamo tutte e tutti coloro che si sono impegnati in questa campagna, permettendo di raggiungere questo risultato storico.
L’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” non ha superato la prova delle urne, ma con un risultato di quasi parità: un altro segnale di grande attenzione popolare che la politica non potrà ignorare nelle prossime misure di pianificazione sanitaria.
In conclusione, la nuova pianificazione ospedaliera cantonale dovrà integrare un principio riconosciuto dall’OMS: “L’assistenza sanitaria è da considerare un bene comune e non una merce dipendente dal mercato”.

Tassa di collegamento
Oggi le strade sono sature, specie negli orari di punta. Senza alcun disincentivo nell’uso dell’auto, lo saranno sempre di più: per questo il Sì alla tassa di collegamento è un risultato che ci soddisfa molto. La popolazione ha compreso che si è superata la soglia dell’accettabilità: le strade non dovranno e non potranno più essere trafficate come oggi. Questa è una delle misure che insieme al regolamento cantonale dei parcheggi, alla mobilità aziendale e al car-pooling permetterà al Cantone di cambiare strategia nella gestione del traffico.

Scuola Media
L’iniziativa “Rafforziamo le Scuole medie” non ha passato lo scoglio delle urne. Peccato, perché la scuola ha bisogno di nuove risorse per rispondere alle nuove esigenze della società. Noi comunque, nella nostra attività politica nelle istituzioni, continueremo a opporci a ogni taglio ingiustificato e irragionevole. Il nostro è uno dei Cantoni che investono meno nella formazione. Preoccupa la mancanza di volontà di mettere a disposizione della scuola tutti gli strumenti necessari per rispondere alle nuove sfide imposte dai mutamenti sociali. La scuola non è un costo, ma un investimento per le generazioni future.

Asilo
Il dramma delle migrazioni provocate da guerre, persecuzioni, fame è una delle emergenze sociali più gravi della nostra epoca. Un dramma per affrontare il quale servono strumenti legislativi adeguati. La nuova Legge sull’asilo, approvata a maggioranza dal popolo, risponde proprio a questa necessità, accelerando e semplificando le procedure, riducendo i costi, diminuendo le lunghe fasi precedenti di incertezza per chi richiede l’asilo in Svizzera. Questo risultato può essere un primo segnale di opposizione alla tendenza alla chiusura propagandata dagli ambienti di estrema Destra.

Servizio pubblico
La cittadinanza ha giustamente respinto l’iniziativa “A favore del servizio pubblico”. Se fosse stata approvata, avrebbe prodotto l’effetto opposto e, per combattere qualche abuso, avrebbe tolto risorse preziose per un servizio pubblico forte e capillare. La popolazione lo ha capito e l’ha giustamente rispedita al mittente. Resta inteso che per noi l’efficienza del servizio pubblico, anche nelle regioni periferiche, rimane una priorità.

Vacca da mungere e mobilità
Le cittadine e i cittadini hanno saputo guardare la mobilità nel complesso, senza estrapolarla dal suo contesto e senza trattarla come un ente a sé stante. E hanno votato a maggioranza per il No alla cosiddetta “Vacca da mungere”. Il nostro Paese possiede una rete stradale di prim’ordine, che merita di essere mantenuta e valorizzata in funzione di una mobilità sostenibile per l’ambiente e per la salute delle persone, senza minacciare il finanziamento del trasporto pubblico, della formazione, della socialità.

Procreazione assistita
Sulla procreazione con assistenza medica il Partito Socialista ha deciso di non esprimere un’indicazione di voto, ben sapendo che il tema va a toccare ambiti nei quali giocano un ruolo essenziale le convinzioni più intime e profonde. In futuro saremo però attenti a soppesare ogni nuova proposta, per valutarla sulla base dei princìpi e dei valori progressisti: laicità, autodeterminazione, rispetto della vita umana e della dignità individuale.

Reddito di base incondizionato
Lo sappiamo: il reddito di base incondizionato non ha trovato un consenso unanime nemmeno nell’area della Sinistra. Il No emerso dalle urne era facilmente prevedibile. Tuttavia, qualsiasi cosa se ne possa pensare, rimane aperta la questione di una migliore ridistribuzione della ricchezza, che oggi si presenta con disparità intollerabili fra chi possiede troppo e chi quasi nulla. Non solo: l’automazione di moltissime attività produttive creerà in un futuro non troppo lontano una grave crisi occupazionale. Il reddito di base incondizionato sarebbe potuto essere una risposta interessante. Lo sapevamo: è troppo presto. Ma è bene che si cominci a parlarne.