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PS ed energia

Cleantech: centomila nuovi posti di lavoro e una crescita sostenibile grazie alle energie rinnovabili

Mirando alla creazione di posti altamente qualificati, l’iniziativa «Nuovi impieghi grazie alle energie rinnovabili» lanciata a livello nazionale dal PSS, rappresenta un vero e proprio investimento nel mercato del lavoro svizzero. Allo stesso tempo essa offre una risposta particolarmente appropriata alla crisi economica e finanziaria in ragione del fatto che una prosperità a lungo termine si costruisce solo su valori autentici. Se la Svizzera, nella produzione della propria energia, si saprà convertire massicciamente alle tecnologie pulite (Cleantech) – solare, eolico, geotermico, biomassa – potrà ragionevolmente contare, sull’arco di una ventina d’anni, sulla creazione di qualcosa come 100mila nuovi posti di lavoro. Molte piccole e medie imprese del nostro Paese potranno beneficiare degli investimenti previsti, in particolare nelle regioni periferiche, là dove il potenziale delle energie rinnovabili è tanto grande quanto poco sfruttato.

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Avvicinandoci al Piano energetico cantonale

Con la presentazione del documento “Per un’altra politica energetica del Canton Ticino” del 13 ottobre 2006, il PS denunciava:

-    l’imperdonabile ritardo in ambito di politica energetica del Canton Ticino malgrado un posizionamento estremamente favorevole per i diversi vettori rinnovabili (acqua, sole, legno, calore residuo);

-    la scarsa efficienza, per rapporto ad altri Cantoni, dei programmi energetici condotti finora.

Inoltre, il documento presentava numerose proposte concrete concernente ambiti progettuali e provvedimenti, in seguito raccolte nella mozione Pelossi (ripresa da W. Carobbio) del 16 ottobre 2006.

Nel corso del 2009 il PS ha fatto elaborare dal Dr. Rudolf Rechsteiner il rapporto “Ticino rinnovabile!”. Nella conferenza stampa del 5 ottobre 2009 nella quale il PS ha ribadito il proprio NO alla partecipazione dell’AET alle centrali a carbone, è stata divulgata la traduzione del capitolo 8 del rapporto, capitolo incentrato sul quel tema.

Ora il PS presenta le traduzioni del capitolo 1 “Sintesi - Il 100% di energia rinnovabile è possibile” e del capitolo 2 “Una nuova agenda per la politica energetica ticinese”. Questi documenti sono scaricabili sul sito del PS, unitamente al documento completo in lingua tedesca.

Dal canto suo il Cantone ha finalmente dato seguito alle numerose richieste tendenti a elaborare il Piano energetico cantonale (PEC) che verrà messo in consultazione nei prossimi mesi. Alcune anticipazioni sul metodo e sui contenuti del PEC sono presenti nella scheda V3 del Piano direttore (20 maggio 2009) e nel “Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente” (2 dicembre 2009).

Cogliendo lo spunto dalla divulgazione del Rapporto “Ticino rinnovabile!”, formuliamo alcune considerazioni generali relative all’impostazione della politica energetica cantonale, riservandoci di intervenire più diffusamente sui contenuti del PEC in sede di consultazione.


1. Finalmente il Cantone sta recuperando l’imperdonabile ritardo nella propria politica energetica


Con piacere constatiamo che il Consiglio di Stato è stato, seppur tardivamente, sensibile all’allarme che il PS ha lanciato nel 2006, definendo le linee di una politica energetica cantonale improntata al potenziamento dell’uso delle energie rinnovabili e al risparmio energetico. Pure favorevolmente si salutano la ricerca di sinergie con l’Istituto di sostenibilità applicata all’ambiente costruito della SUPSI (ISAAC) e la costituzione nel 2009 dell’associazione Ticino Energia che raggruppa rappresentanti di enti e professionisti del ramo, quali supporti per attuare la nuova politica energetica.

Ricordiamo che il Consiglio federale auspica il passaggio dagli attuali 6000 W per abitante a 2000 W e un uso sempre maggiore di energie rinnovabili. È nostra convinzione che la diffusione massiccia di impianti di produzione di energia piccoli e decentralizzati (pannelli solari termici e fotovoltaici, cogenerazione a legna abbinata a reti di teleriscaldamento e talune microcentrali idriche) sia fondamentale per sfruttare al meglio i potenziali di energia rinnovabile e diminuire la dipendenza dall’estero. Il PS auspica che questi obiettivi vengano consolidati nel PEC, con l’indicazione dell’orizzonte temporale per il loro conseguimento.

Proprio perché una politica energetica maggiormente incentrata sul risparmio e sulla conversione dei vettori energetici è possibile e sostenibile anche finanziariamente, il PS ribadisce il proprio NO alla partecipazione alle centrali a carbone.


2. Pianificazione positiva


Sul fronte della produzione e della distribuzione dell’energia, la politica cantonale deve seguire orientamenti mirati a valorizzare le opportunità specifiche presenti nel territorio cantonale. Lo fa attraverso una pianificazione positiva, individuando le aree maggiormente idonee per i parchi fotovoltaici, per gli impianti di cogenerazione e di teleriscaldamento, per lo sfruttamento dell’energia geotermica e identificando le ubicazioni in cui è possibile recuperare calore residuo.

Si tratta di un orientamento auspicato e necessario. Il PS si augura che con la presentazione del PEC vengano quantificati i potenziali, precisate le misure e i tempi necessari per realizzare gli impianti di produzione a partire da fonti energetiche rinnovabili e indigene.

3. Lancio di programmi cantonali


Con la nuova politica energetica il Governo intende promuovere dei veri e propri programmi cantonali in merito all’incoraggiamento per la realizzazione di microcentrali legate agli acquedotti, al sostegno del biogas, all’incoraggiamento ai proprietari dei boschi a valorizzare il patrimonio boschivo, a favorire l’uso di fonti rinnovabili negli stabili, a sostenere l’ammodernamento e il potenziamento degli impianti idroelettrici esistenti, a promuovere lo sfruttamento termico (anche per raffreddare) in prossimità di bacini di acqua, a verificare e richiedere che gli impianti di smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue siano predisposti per il recupero del calore, ad incentivare l’ammodernamento delle strutture di distribuzione dell’energia, a sfruttare il potenziale termico delle gallerie. Per la realizzazione di microcentrali elettriche il Cantone ha già indicato quali sono i criteri per la loro approvazione.

Si tratta di programmi cantonali che toccano ambiti di intervento concreti, tuttavia non sempre sostanziati dalla quantificazione dei potenziali e dalle modalità di attuazione. Il PS auspica che il PEC confermi questi orientamenti e specifichi le modalità attuative e le rispettive tempistiche, l’applicazione coerente dei criteri ed una coordinazione cantonale per evitare il proliferare di interventi conflittuali con le risorse ambientali e territoriali.


4. Promozione dell’efficienza energetica negli stabili


Questo settore è molto promettente per il risparmio energetico e per la riconversione e quindi per la diminuzione dell’inquinamento in generale. Il PS reputa di fondamentale importanza l’incentivo al risanamento energetico degli edifici esistenti. Se per le nuove costruzioni il Cantone ha emanato normative interessanti volte al risparmio e all’uso di fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, la cui scarsità inizia a manifestarsi, per gli stabili esistenti, l’obiettivo di conseguire il risparmio energetico e di diminuire l’inquinamento va sostenuto attraverso dei sussidi mirati. A livello federale esistono degli incentivi (Programma Edifici) che però sono insufficienti e pertanto l’iniziativa del PS “Per il risparmio energetico e per la riconversione energetica degli alloggi”, parzialmente ripresa nel “Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente” del 2009, va consolidata nel PEC.

Inoltre, il PS ritiene insufficiente allestire una direttiva per la certificazione degli edifici. La certificazione energetica degli edifici dovrebbe essere obbligatoria. Questo comporta due importanti vantaggi: da una parte un potenziale inquilino o acquirente sarebbe informato sulla qualità energetica di ogni alloggio, per cui l’obbligatorietà della certificazione funge da incentivo al risanamento degli stabili che risulterebbero così più attrattivi; d’altra parte attraverso la certificazione obbligatoria si sgravano i comuni dal controllo del rispetto delle normative energetiche alle nuove costruzioni o ai rinnovi.

5. Altri provvedimenti di politica energetica con riferimento alle leggi cantonali


Infine, il PS auspica l’approntamento delle seguenti misure.

-    maggiore precisazione dei campi di azione delle aziende elettriche: bisogna correggere l’attuale clima di concorrenza esacerbata tra le aziende che operano nel Cantone, concorrenza che va a scapito degli obiettivi di risparmio e di conversione verso le energie rinnovabili;
-    concentrarsi sulla riduzione del consumo di energia nei momenti di punta, di modo da tener sotto controllo l’aumento della domanda;
-    anziché prevedere degli sconti per i grossi consumatori, va introdotto un premio all’uso efficiente dell’energia analogo a quanto fa il Canton Zurigo. Concepire quindi una struttura tariffaria che all’interno della propria categoria di consumatore premi in misura tangibile le misure di risparmio (vedi concetto dell’aliquota marginale riferita agli scalini di consumo e di potenza allacciata). Le aziende elettriche potrebbero invece prestare ai propri abbonati delle consulenze specialistiche, anche come misura di fidelizzazione alle imprese con elevato consumo elettrico, per ridurre i consumi e ottimizzare i carichi (livellamento dei picchi di potenza assorbita);
-    introduzione di un ecobonus (sull’esempio della città di Basilea che preleva 4 centesimi per kWh consumato) come misura di incentivo al risparmio energetico e come possibile fonte di finanziamento del premio per l’uso efficiente;
-    conferire carattere vincolante del PEC attraverso il voto del GC, sull’esempio della nuova procedura per il Piano direttore cantonale. Precisare nel PEC il catalogo dei compiti che andranno assunti da AET nell’attuare la politica energetica cantonale, richiedendo nel contempo ad AET di aggiornare di conseguenza la propria strategia aziendale;
-    fare chiarezza sulla politica delle riversioni (in particolare per il riscatto dei grossi impianti idroelettrici).
 

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