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Proprio perché le cose stanno così - di di Roberto Martinotti, presidente Sindacato VPOD Ticino - 01.04.11


Il direttore della Divisione della scuola del DECS, prof. Diego Erba, ha ritenuto di doversi arrabbiare molto per uno scritto del presidente del gruppo docenti del nostro sindacato, prof. Adriano Merlini, in risposta ad alcune sue affermazioni. Merlini aveva contestato a Erba la veridicità dell’affermazione secondo cui 2000 concorrenti per 150 posti di lavoro mostravano che la professione docente è ancora attrattiva. Quell’affermazione, diceva, finge di dimenticare che la maggior parte di quei 2000 concorrenti sono docenti già in attività che si trovano costretti a concorrere sia per variare il rapporto d’impiego nel numero di ore settimanali, sia per rinnovare l’incarico, sia per passare da incaricati a nominati. Una condizione, questa, intensamente vissuta sulla sua pelle da Merlini per ben 11 anni.
Il prof. Erba, a sua volta, ha sortito una doppia sineddoche. Attaccando la Divisione scuola, dice Erba, Merlini attacca me.
E’ la prima sineddoche -il tutto per la parte, come dire “la France c’est moi”- di cui lui sembra convinto.
La seconda sineddoche – la parte per il tutto – è di ben altro peso e di sicura gravità.
Il prof. Erba afferma che Merlini, insorgendo contro le sue affermazioni, avrebbe offeso il proprio datore di lavoro. E qui la sineddoche è arbitraria. Egli dovrebbe sapere infatti che il datore di lavoro di tutti i dipendenti statali è lo Stato, che si manifesta nei consiglieri di Stato i quali scelgono, incaricano e nominano sentiti i vari alti funzionari di turno ma anche, talvolta, persino disattendendo i loro pareri.
In altre parole, Erba sembra dimenticare che lui e Merlini hanno lo stesso datore di lavoro, lo Stato e che quindi la sua reazione è fuori posto.
Tanto più che, nei contenuti, Erba dà ragione a Merlini quando dice che i concorrenti che vengono da fuori Stato, quelli cioè che non sono già docenti, sono circa 850 su 2050 concorrenti. Come se dicesse:” Merlini io m’arrabbio ma lei ha ragione perché la maggior parte sono già insegnanti”.

L’inopportuna aggressiva reazione di un alto funzionario dello Stato nei confronti della libertà d’espressione di un cittadino dipendente pubblico e sindacalista deve essere denunciata e biasimata da chiunque e con particolare vigore da tutto il Sindacato dei servizi pubblici VPOD/SSP. Particolarmente grave è aver intravisto gli estremi – anche se, bontà sua, confinati ad “altri ambiti lavorativi” – per un licenziamento.
Le parole del prof. Erba sono molto di più di una caduta di stile e necessiterebbero di scuse.

Il Sindacato VPOD, per misurare l’entità del problema della disaffezione dalla professione insegnante di molti laureati indigeni denunciata da Adriano Merlini, farà in modo che venga presentata in Gran Consiglio un’interrogazione per conoscere con precisione le diverse componenti dei 2000 e più concorrenti, compresi i luoghi di residenza dei concorrenti al momento del concorso.


© Partito socialista 2009