La Conferenza cantonale: com’è andata

Ci sono momenti che sono spartiacque. Ebbene, la mattina di domenica 21 giugno è stata uno di quei momenti: infatti la Conferenza cantonale sul mercato del lavoro, sulla libera circolazione, sulle misure di accompagnamento e stata un momento di chiarificazione. Al quale hanno partecipato circa 80 persone.

Per decidere bisogna essere informati. Per informarsi bisogna anzitutto rivolgersi agli esperti per conoscere i fatti. Ecco spiegata la necessità delle prime relazioni. L’economista Amalia Mirante per una panoramica sul mercato del lavoro ticinese: un quadro di sofferenza. Poi Michele Rossi, già membro della delegazione per il negoziato sull’accordo fra la Svizzera e l’Unione Europea, che ha presentato il quadro generale degli Accordi bilaterali: quali sono le loro ragioni storiche, come si sono sviluppati, che cosa rappresentano per i trasporti, gli appalti pubblici, il commercio, la ricerca, il lavoro, la circolazione delle persone, la fiscalità, l’asilo, la statistica, l’ambiente, i media, la formazione, le pensioni, e infine come si sono trasformati da accordi statici in accordi dinamici e qual è la condizione attuale, dopo il 9 febbraio. Delle misure di accompagnamento ha parlato Lorenza Rossetti, dell’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro: quali sono, che cosa consentono di fare e che cosa no, chi le applica e a quali condizioni. La relazione di Rossetti ha riscosso particolare interesse e suscitato parecchie domande.

Esaurita la parte informativa e fattuale, si è passati a quella politica, anzitutto con l’intervento di Carlo Sommaruga, ticinese residente a Ginevra e presidente della Commissione politica estera del Consiglio nazionale. Sommaruga ha presentato la posizione ufficiale del PSS ed è partito da un confronto fra il Ticino e Ginevra, Cantoni simili perché di frontiera e nel contempo differenti per i problemi e le soluzioni. Ha poi difeso le ragioni e l’inevitabilità degli Accordi bilaterali: le quattro libertà (circolazione dei capitali, dei servizi, delle merci, delle persone) descritte sono fondamentali e non negoziabili ed è indispensabile un rapporto solido con l’Europa per giocare un ruolo importante nei meccanismi di decisione. Fra i due estremi dell’adesione all’Unione Europea e la cancellazione degli Accordi bilaterali, ha spiegato Sommaruga, esistono molto possibilità. Del resto i contingenti, proposti come alternativa ai Bilaterali, non offrirebbero una difesa a chi lavora perché lascerebbero irrisolto il problema degli abusi e della clandestinità. Con dati, cifre ed esempi reali, Giangiorgio Gargantini, di UNIA, ha descritto la situazione drammatica del mercato del lavoro ticinese, per la quale soffrono tutti: residenti e frontalieri. Una zona franca nella quale il padronato pretende di godere dei vantaggi della Svizzera ma applicando le condizioni del mercato della Lombardia. Fino a 1’000 franchi al mese per un tempo pieno: 5,5 franchi netti all’ora. Graziano Pestoni, presidente dell’USS Ticino e Moesa, ha presentato le proposte dei sindacati ticinesi per far fronte alla situazione. In particolare un netto miglioramento delle misure di accompagnamento a livello sia federale sia cantonale per proteggere la dignità del lavoro di fronte a una libera circolazione senza regole. Pestoni ha ammesso l’errore del sindacato, quando a suo tempo ha concesso troppa fiducia al mondo dell’economia, che aveva promesso misure di accompagnamento che poi non ha implementato. Che fare ora? Il sindacato, ha spiegato Pestoni, non è affatto contro i Bilaterali e la libera circolazione. Ma una battaglia a livello istituzionale è indispensabile, senza il pericolo di essere confusi con la Destra populista, che per i diritti e per la dignità non ha mai mostrato alcun interesse. Carlo Lepori, presidente ad interim del PS Ticino, ha ribadito i princìpi che ispirano il socialismo: internazionalismo, europeismo, protezione dell’ambiente, solidarietà. Rilevata la rottura segnata dal 9 febbraio 2014, ha preso atto del fallimento delle misure di accompagnamento. La prospettiva dell’isolamento non è però realistica. Perciò, secondo Lepori, le misure proposte dal Partito Socialista sono la via migliore: salari pagati in franchi svizzeri, salari minimi, contratti collettivi, protezioni dal licenziamento, limitazione del lavoro interinale, controllo delle pigioni, miglioramento della formazione, conciliazione fra il lavoro e la famiglia, protezione dei lavoratori anziani dalla disoccupazione. Che fare? Ebbene, secondo Lepori questa può essere l’occasione per ottenere delle garanzie dal mondo dell’economia, che è il primo a volere i Bilaterali ma può essere spaventato dalla propensione degli Svizzeri alla chiusura e all’isolamento.

Concluse le relazioni, hanno preso la parola alcuni membri e militanti del PS, ciascuno proponendo nuovi spunti di riflessione, argomenti e proposte di soluzione: Claudio Bernasconi, Martino Rossi, Manuele Bertoli, Pietro Martinelli, Raoul Ghisletta, Marina Carobbio Guscetti, Carlo Zoppi.

In conclusione, il confronto è stato estremamente interessante, informativo, chiarificatore. Anzitutto ha evidenziato il denominatore comune di tutti gli interventi: sia il riconoscimento che il mercato del lavoro è in sofferenza, sia che l’apertura e la solidarietà sono imprescindibili. Gli obiettivi sono gli stessi: rafforzare e difendere le lavoratrici e i lavoratori. Tuttavia gli scenari possibili, dopo il voto del 9 febbraio, sono due e sono diversi: chiudersi all’Europa oppure rilanciare e potenziare le misure di protezione del lavoro.

Al termine, è stata votata l’entrata in materia sulla posizione della Direzione e sul documento firmato da Raoul Ghisletta e da altri. Le modifiche al programma proposte dalla Direzione sono state approvate: il sostegno ai Bilaterali sarà legato all’introduzione di misure interne incisive. I presenti hanno deciso di non entrare in materia sulla risoluzione proposta da Raoul Ghisletta e altri. Viene quindi modificato soltanto il programma del Partito Socialista.

Il comunicato stampa

La documentazione

Le relazioni

20150621ConferenzaCantonale1