L’agenda scolastica mi piace

Sono rimasto impressionato dal polverone sollevato nei giorni scorsi dall’agenda scolastica 2020-21 distribuita nelle scuole medie e in alcune altre classi. Accanto a critiche più o meno manifeste su alcuni organi d’informazione, puntuale è arrivato anche l’atto parlamentare in cui si denuncia una presunta parzialità in favore di ideologie di sinistra. Incuriosito da tutta questa levata di scudi ho voluto esaminare questa nuova agenda e l’ho fatto parlandone anche con mia nipote, allieva di seconda media, a cui ho consigliato di leggere gli articoli che poi potremo commentare.
Personalmente ho apprezzato parecchio l’impostazione dell’agenda a cominciare dalla copertina che presenta i profili di nove ragazze, tutte impegnate in vario modo per una causa in cui credono. Una scelta di genere sicuramente non casuale che mette giustamente in evidenza il ruolo delle donne in relazione alle sfide cui sono confrontati il pianeta e l’umanità in questo periodo storico.
Per entrare nel merito sulla presunta faziosità mi soffermo dapprima su due articoli, il primo e l’ultimo. Il primo è dedicato a Malala Yousafzai, pakistana premio Nobel per la pace nel 2014 all’età di 17 anni. Malala (fra le nove certamente la più nota assieme a Greta Thunberg) sin da bambina si è battuta per il diritto all’istruzione scolastica per le ragazze prima nel suo Paese, rischiando di essere assassinata dai talebani, e poi in tutto il mondo. Sostenere apertamente il diritto allo studio è faziosità? È propaganda politica?
L’ultimo articolo dell’agenda si riferisce alla canadese Autumn Peltier, molto meno conosciuta da noi, originaria del territorio di Wikwemkoong, una riserva delle Prime Nazioni. Autumn sostiene il diritto per tutte le popolazioni all’accesso all’acqua potabile non inquinata. Un problema spesso trascurato e dimenticato. Ricordare che l’acqua potabile è un diritto primordiale è faziosità? È propaganda politica? E nemmeno mi sembra propaganda il richiamo alle tragiche sparatorie avvenute nelle scuole americane. Se qualcuno si chiede che cosa abbiano a che fare con il Ticino deve proprio avere la memoria corta.
Non voglio dilungarmi sulle pagine dedicate alle quattro paladine della questione climatica che, dopo essere stata messa un po’ in ombra dalla pandemia, rimane pur sempre, con buona pace dei negazionisti, un’emergenza planetaria. A mio avviso, però, il messaggio veicolato dall’agenda non sta tanto nel presentare il problema, quanto nel sottolineare il ruolo avuto dalle ragazze nel denunciare, con modalità peculiari della gioventù, alcune disfunzioni che dovrebbero essere riconosciute da tutti. Il ricorso poi a scioperi e manifestazioni, sarà magari sgradito a qualche benpensante, ma fa parte dei valori della nostra democrazia.
E allora questa agenda mi piace per le scelte coraggiose che propone che sono un invito a sviluppare tematiche che concernono innegabilmente tutti noi e, a maggior ragione, i nostri giovani. Sono certo che le scuole ne faranno buon uso e la discussione non mancherà.

Articolo di Francesco Cick Cavalli, apparso su La Regione il 10 settembre