Basi più solide per una nuova pianificazione ospedaliera

Il PS ritiene che sia necessario elaborare una nuova pianificazione ospedaliera, soprattutto alla luce delle due recenti decisioni del TAF riguardo all’attribuzione dei mandati e alla non conformità del contributo di 30.– richiesti al paziente per i letti AMI (acuti di minore intensità). Il PS esprime preoccupazione per il futuro di questo tipo di letti, indispensabili non solo nelle valli e regioni periferiche, ma per tutto il Cantone. Per partire da basi più solide, il PS propone di integrare i contenuti delle iniziative “Per cure mediche e ospedaliere di prossimità” e “Per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere”, le quali permettono di gettare solide basi per una pianificazione ospedaliera che tenga conto dei criteri di fabbisogno e che favorisca le cure di prossimità.

Il Partito Socialista, come già affermato e ribadito in altre occasioni, ritiene che occorre elaborare una nuova pianificazione ospedaliera che parta da basi nettamente più solide rispetto alla pianificazione votata nel 2015 dal Gran Consiglio dopo una laboriosa gestazione. Si tratta di una decisione dovuta, soprattutto alla luce delle due decisioni del Tribunale amministrativo federale: tanto per quanto riguarda il ricorso accolto delle cliniche Moncucco e Santa Chiara contro l’assegnazione dei mandati, quanto per la decisione relativa al fatto che i letti AMI non sono conformi al diritto federale. Una non conformità dovuta al finanziamento ibrido di questi posti letto, ripartito fra Cantone e casse malati e soprattutto all’aggiunta, favorevole alle casse malati e fatta all’ultimo minuto durante il dibattito parlamentare di un partecipazione ai costi del paziente di 30.– al giorno. Il PS evidenzia che durante il dibattito in parlamento si è già opposto a questa partecipazione dei costi sulle spalle dei pazienti, ritendendola poco sociale e discriminatoria. La non conformità con la legge superiore è ora fonte di grande preoccupazione, poiché, infatti, i letti AMI sono fondamentali per la qualità delle cure, in particolare per la popolazione anziana e più fragile, e per il mantenimento degli ospedali di valle. Una situazione per la quale oggi abbiamo inoltrato l’interrogazione “Nuova pianificazione ospedaliera: su quali base poggerà?”.

La discussione di una nuova pianificazione ospedaliera s’impone quindi quale priorità, anche per non perdere questi preziosi letti AMI per cause di inazione, accettando senza reagire la sentenza del TAF. In questo.

Per avere basi nettamente più solide, la nuova pianificazione ospedaliera dovrà quindi ripartire adottando le misure contenute nelle iniziative “Per cure mediche e ospedaliere di prossimità” e “Per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere”, consegnate più di due anni fa e sottoscritte ognuna da oltre 14’000 persone.  L’iniziativa “Per la qualità e la sicurezza delle cure ospedaliere” chiede di adottare dei criteri ben precisi e trasparenti per determinare gli istituti sanitari d’interesse pubblico. Criteri come il fabbisogno indispensabile di cure, rispetto di criteri gestionali e strutturali definiti da un apposito regolamento del Consiglio di Stato, trasparenza nei conti, garanzie di dotazioni in personale e condizioni di lavoro adeguate sono indispensabili al fine di evitare situazioni che prestano il fianco a dei ricorsi vincenti come quelli delle due cliniche private. L’iniziativa “Per cure mediche e ospedaliere di prossimità” permetterà invece di agire per garantire l’accessibilità alle cure mediche di base, promuovere la medicina di famiglia anche e soprattutto nelle regioni periferiche, così come voluto dalla popolazione svizzera in votazione, ma per cui in Ticino – ad oggi – il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli e il DSS non hanno ancora implementato una sola misura.

 

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