Resoconto Comitato cantonale del 18 ottobre a Bellinzona: congelata la “Riforma fiscale e sociale”

25° anno della sezione ticinese del PS
Il Comitato cantonale si è aperto con il discorso del presidente del Partito Igor Righini, il quale ha ricordato la ricorrenza del 25esimo della nascita della sezione ticinese del Partito Socialista, nata dall’unione del PSA e del PST. Era infatti il 18 ottobre 1992 quando il Congresso fece nascere il PS così com’è oggi: un’idea portata avanti con convinzione da compagne e compagne animati da un forte spirito d’unione e condivisione. Uniti, spalla a spalla, si lavora meglio e le differenti opinioni in seno al Partito convivono per potere realizzare degli obiettivi comune, in funzione di valori e ideali condivisi. “Disuniti, invece, si perde d’efficacia – ha detto Igor Righini – e si fanno gli interessi degli avversari politici; avversari che vanno sempre riconosciuti ed identificati al di fuori dal partito, non ricercati con diffidenza al nostro interno”.
La riforma fiscale e sociale: il messaggio del Consiglio di Stato
“La riforma fiscale e sociale”, oggetto del messaggio del Consiglio di Stato dello scorso 15 settembre, è stata il soggetto principale di un approfondito dibattito e delle decisioni prese dal Comitato. Milena Garobbio, deputata PS al Gran Consiglio, ha presentato la riforma, contraddistinta dal fatto che lega due riforme tra di esse, in ambito fiscale l’una e relativa alla politica sociale la seconda. Il messaggio del Consiglio di Stato prevede che facciano parte di un solo pacchetto, di cui non è possibile accettare una riforma respingendone un’altra. Nel messaggio del Governo, la riforma propone degli sgravi fiscali valutati a 22 milioni di franchi. La seconda riforma, quella sociale, prevede una compensazione di questi sgravi, finanziata dall’economia e dalle aziende per un importo calcolato di 21 milioni, calcolato sui dei prelevamenti sulla massa salariale.

La risoluzione della Direzione: congelare il pacchetto
La Direzione del PS ha presentato una risoluzione riguardo al pacchetto “Riforma fiscale e sociale”, con la quale ha chiesto al Comitato di decidere in merito alla linea politica da adottare. Una risoluzione con cui la Direzione ha chiesto al Comitato cantonale di adottare una linea politica: una decisione articolata, composta da tre punti: La “Riforma cantonale fiscale e sociale” va congelata in attesa che si chiarisca quella federale e venga illustrato nel dettaglio il preannunciato secondo pacchetto di Riforma fiscale cantonale. Secondo questa linea politica, il pacchetto va scorporato per permettere un’unità di ciascuna materia permettendo così di valutare correttamente i due ambiti della riforma, senza subire l’imposizione della clausola ghigliottina. In caso d’accettazione del pacchetto da parte del Gran Consiglio, la Direzione chiede al Comitato di essere autorizzata a partecipare a lavori preparatori in caso di referendum. Referendum e eventualità che andrà sottoposta al Comitato cantonale, come da statuti, cui spetterà l’adesione formale nel caso in cui l’eventualità del referendum sarà presentata.

 

Un intenso dibattito politico di fondo
Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli ha sottoposto al Comitato cantonale un punto di vista differente da quello adottato dalla Direzione. Dal suo punto di vista, questo pacchetto prevede di compensare degli sgravi fiscali con delle misure sociali. Un cambio di paradigma secondo il quale i partiti di maggioranza non possono più puntare in modo unilaterale agli sgravi fiscali, poiché sono legati a una compensazione finanziata dall’economia. Secondo Manuele Bertoli, in politica bisogna anche poter negoziare e ottenere dei risultati che in questo caso sono positivi. Ha perciò chiesto al Comitato di respingere la risoluzione della Direzione, presentando anche un emendamento con il quale ha chiesto di non votare il 18 ottobre in seno al Comitati, ma di votare il pacchetto nella sua versione finale, con il contributo volto a migliorarlo dei Deputati PS che siedono in Commissione tributaria.

La “clausola ghigliottina”, che lega a doppio filo i due ambiti della riforma del pacchetto, è stato un punto centrale del dibattito su cui il dibattito s’è concentrato. L’ex-Presidente  Anna Biscossa ha definito questa riforma “una trappola” poiché introduce, a suo giudizio, un metodo inaccettabile che verrebbe giustificato accogliendolo, ovvero il principio secondo cui per accettare delle misure sociali si debbano accettare degli sgravi fiscali agli alti e altissimi redditi. Di questo avviso anche la Consigliera nazionale Marina Carobbio, che ha sostenuto come a suo avviso queste politiche non vanno accettate assumendo il coraggio di difendere il pacchetto di misure sociali senza dovere avallare la defiscalizzazione per gli alti redditi “anche a costo di andare a una votazione popolare”. Avviso differente di Pelin Kandemir Bordoli, Deputata PS al Gran Consiglio, la quale ha affermato che il pacchetto sociale risponde a delle necessità delle famiglie, delle donne e della conciliabilità lavoro-famiglia cui il pacchetto sociale risponde. Un punto di vista condiviso dalla municipale di Lugano Cristina Zanini Berzaghi. Anche Raoul Ghisletta, Deputato PS al Gran Consiglio, ha abbondato in questo senso, sottolineando come dal suo punto di vista bisogna portare avanti dei miglioramenti del pacchetto sociale e sottoporre il pacchetto al Comitato solo alla fine dei lavori. Fabrizio Sirica, Vicepresidente del PS, Aramis Gianini e Franco Gabriele Bolckau per la GISO, hanno espresso un avviso contrario al pacchetto, motivando la loro posizione sul fatto che la defiscalizzazione degli altri redditi non può essere accettata dal Partito Socialista. Il pacchetto unico, hanno detto, è stato imposto da altri partiti, di maggioranza, e il PS non può avvallare questo principio né accettare l’imposizione della “clausola ghigliottina”. Di avviso contrario Evaristo Roncelli, ha proposto un’opinione differente come Pepita Vera Conforti, i quali hanno sostenuto l’idea della politica fatta di compromessi e che permette di ottenere in questo caso un risultato tangibile dato dalla riforma sociale. Il Capogruppo PS Ivo Durisch ha messo in risalto il problema posto dalla “clausola ghigliottina” il quale impedisce di valutare l’unità della materia di ciascuna delle due riforme, ricordando il caso di Neuchâtel per cui una votazione su un pacchetto analogo è stata annullata dal Tribunale Federale. La “clausola ghigliottina” e la problematica dell’unità della materia sono state ritenute molto importanti da Ivo Durisch ragione per cui, con dolore perché c’è anche una riforma sociale nel pacchetto, ha espresso un avviso negativo riguardo alla riforma e al pacchetto unico in cui le due riforme sono legate a doppio filo.

 

Votazione: il Comitato ha accettato la risoluzione della Direzione
Il Comitato cantonale ha deciso di accettare la risoluzione della Direzione riguardo alla “Riforma fiscale e sociale” con 31 voti favorevoli, 21 contrari e 4 astenuti. Il Comitato cantonale ha perciò deciso di adottare la linea politica, articolata in tre punti:

  1. La “Riforma cantonale fiscale e sociale” va congelata in attesa che si chiarisca quella federale e venga illustrato nel dettaglio il preannunciato secondo pacchetto di Riforma fiscale cantonale.
  2. La “Riforma cantonale fiscale e sociale” va presentata alla luce delle riforme in atto sul piano federale differenziando, separandole, le misure sociali da quelle fiscali in due pacchetti. La riforma non può essere esaminata in un pacchetto unico attraverso il concetto del dare per avere: la parte fiscale va separata da quella sociale in modo che ognuno possa decidere liberamente sulle misure proposte senza alcun condizionamento di sorta.
  3. Nel caso in cui questo Messaggio, oppure una sua variante poco distante nella forma come nella sostanza, dovesse ricevere l’approvazione del Gran Consiglio, la direzione del PS è autorizzata a partecipare ai lavori di un preannunciato comitato Referendario. Al Comitato Cantonale del PS conformemente allo Statuto spetterà poi la decisione sull’adesione formale.

 

Gli emendamenti presentati sono stati respinti
Il Comitato cantonale, oltre ad adottare la linea politica proposta dalla Direzione, ha deciso di respingere gli emendamenti presentati.

Respinto l’emendamento di Manuele Bertoli, il quale ha proposto di non votare durante il Comitato cantonale del 18 ottobre, rinviando la decisione riconvocando un secondo Comitato cantonale su questo tema a novembre.

No espresso anche riguardo al seguente emendamento di Cristina Zanini Berzaghi: “In generale sono contro alla proposta fatta dalla direzione, ma capisco la sostanza. Propongo di stralciare il punto C, perché crea difficoltà a chi sta lavorando in commissione. Chiunque potrà, a voto avvenuto in GC, lanciare un referendum e senz’altro la direzione PS potrà aderirvi se il comitato lo vorrà. Facciamo le cose a tempo debito.” Ugualmente respinto l’emendamento di Evaristo Roncelli, il quale ha proposto di sottoporre l’eventualità di un referendum a un voto generale nel caso in cui la riforma venga approvata dal Gran Consiglio.

 

 

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